Importanza dell'acustica di sala, come correggerla con pannelli fonoassorbenti
Camilla Mancini

L’acustica in una sala riunione: audio, design e comfort

L’acustica rappresenta uno dei più importanti strumenti strategici che abbiamo a disposizione all’interno dei luoghi di lavoro, capace di garantire il comfort del lavoratore, oltre che di prevenzione delle problematiche legate alla percezione della cattura e diffusione dell’audio.

Un’attenzione particolare è riservata alle sale riunioni, dove il riverbero contribuisce ad un impatto negativo per il benessere e per la qualità del rendimento di chi usufruisce di questi spazi, spesso attrezzati per l’utilizzo di sistemi di videoconferenza, con impianti di cattura e diffusione dell’audio.

Come possiamo fare per migliorare l’esperienza delle persone all’interno di un ambiente di lavoro, in particolare nelle sale riunioni?

Allo stato attuale, il dibattito si è fortemente focalizzato sui benefici di un ambiente non riverberante, capace di garantire un’ottimale performance acustica, e di non compromettere la comprensione di quanto viene detto in sala, obbligando gli utenti ad uno sforzo nella comunicazione.

Come intervenire sull’acustica in una sala con problemi di riverbero: la formula di Sabine e le modalità di correzione

Nel caso in cui fosse necessario correggere l’acustica di un ambiente, a causa di possibili difetti – echi e riverbero -, la proprietà da ricreare sulle sue superfici, sarà il fonoassorbimento.  

Il primo metodo di valutazione che abbiamo a disposizione è quello soggettivo: entrando, o usando, una sala ci rendiamo più o meno conto delle criticità presenti.

Dopodiché, possiamo fare riferimento a modalità analitiche più precise. Una di queste, è la formula di Sabine, metodo attraverso il quale, nel caso di una forma regolare della stanza, con semplici calcoli è possibile avere una corretta previsione del tempo di riverberazione.

Questa, prende come riferimento: valori geometrici della sala, materiali e rivestimenti al suo interno, così da calcolare il tempo di riverberazione (T60).

Una volta determinato il valore del T60 si inizia a ragionare sulla quantità e tipologia di materiale fonoassorbente da inserire, fino al raggiungimento di un valore ottimale.

Una volta individuati i requisiti da soddisfare per rendere la sala perfettamente funzionale (dal punto di vista acustico), si valutano quelli che sono i criteri di posizionamento dei pannelli fonoassorbenti per un corretto trattamento acustico delle superfici.

Le prime superfici oggetto del trattamento fonoassorbente sono, dove non vi siano vincoli architettonici, il soffitto e la parete di fondo. Il trattamento acustico in prossimità degli spigoli dell’ambiente risulta altrettanto strategico ed efficace, trattandosi di punti critici dove la pressione sonora è più elevata.

È bene lasciare un’area libera nel centro del soffitto, in prossimità della sorgente sonora, al fine di garantire una maggiore chiarezza del parlato.

Acustica di sala: i materiali fonoassorbenti

I pannelli fonoassorbenti, in grado di ridurre la propagazione del suono attraverso di essi, vengono spesso associati ad un disegno rigido, rigoroso – esclusivamente funzionale – e geometrico, dimenticando che possono integrare al loro interno ingegneria acustica e design, sia minimale che complesso, oltre che fornire il giusto comfort acustico in qualsiasi situazione.

Infatti, sono molte le soluzioni, e le nuove tecnologie, utilizzate per contrastare le problematiche acustiche nelle sale riunioni e capaci di garantire alte performance acustiche, inserendosi anche in spazi già esistenti ma che in fase di realizzazione non hanno visto affrontare in maniera risolutiva il problema.

Conclusione

Le prestazioni dell’ambiente in cui lavoriamo è parte fondamentale della qualità della nostra vita, tanto più a fronte di problematiche complesse che coinvolgano la stessa integrità fisica.

C’è bisogno di progettisti capaci di delineare un disegno strategico utile a garantire il corretto utilizzo delle sale di videoconferenza.

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Paolo Masoni

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